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Alla Maratona delle Sabbie con Rosanna Pellizzari


 

Dal 29 marzo al 5 aprile 1998 sarà possibile seguire in tempo reale lo svolgimento dell'edizione 1998 della "Marathon des Sables" dalla "viva voce" di Rosanna Pellizzari, favorita della gara femminile. Rosanna Pellizzari si è classificata lo scorso anno prima fra le donne, vincendo questa affascinante manifestazione africana di corsa in autosufficienza.

Questa pagina elettronica viene aggiornata ogni mattina, con un sunto giornaliero che coprirà ciascuna delle sei tappe di questa ultramaratona nel deserto del Marocco. Questo servizio viene offerto gratuitamente dalla rivista nazionale "ePodismo" in collaborazione con il gruppo sportivo Mombocar di San Giovanni Lupatoto (Verona), società alla quale Rosanna Pellizzari appartiene.

Al termine dell'edizione 1998 della "Marathon des Sables", questa pagina elettronica verrà lasciata in memoria come archivio storico e "diario di bordo" ad uso e consumo di chi prima o poi si lascerà tentare da questa incredibile esperienza di corsa.

Domenica 29 marzo 1998
Prima tappa Takkout N'Takouit/Dunes d'Ifert
Km 24 (terreno pietroso fino al km 15 poi sabbia con piccole dune al km 16)

Si è effettuata la prima tappa di ventiquattro chilometri con trasferimento dal bivacco di Takkourt N'Takouit al nuovo bivacco di Dunes D'Ifert. I partecipanti hanno subito assaggiato la durezza del percorso pietroso con le prime dune di sabbia. La nostra Rosanna Pellizzari si è subito ben difesa, piazzandosi al 4° posto tra le donne, a poca distanza dalla tedesca Morlkentin e dall'altra italiana Cinzia Arduzzoni di Parma. Tra gli uomini ha vinto il marocchino Anshal, fratello del vincitore dell'ultima edizione, davanti al russo Dercksen. Quarto il primo italiano Gozzano, proprio davanti all'altro atleta del team Telecom-Invita Bernabei. Altri italiani piazzati: 9° Preziosi e 10° Olmo. Rosanna ci ha raccontato due curiosi episodi avvenuti alla vigilia della partenza. Durante la notte infatti c'è stato un violento temporale. L'acqua è filtrata dalle tende berbere e ha letteralmente sporcato di nero gli atleti sotto accampati. Altro increscioso episodio è occorso nella fase di controllo degli zaini. I giudici hanno infatti penalizzato alcuni atleti che sono stati trovati con lo zaino sotto il peso consentito di cinque chili. Domani lunedì 30 i partecipanti affronteranno le prime vere difficoltà con una tappa lunga trentasette chilometri.

Lunedì 30 marzo 1998
Seconda tappa Dunes d'Ifert/Oued Ahssia
Km 37 (quasi completamente su terreno pietroso con l'attraversamento di due laghi essiccati)

Gli atleti hanno disputato la seconda tappa di 37 chilometri che prevedeva il trasferimento da Dunes d'Ifert ad Oued Ahssia. Il primo e vero approccio alla fatica di questa lunga competizione. Durante la prima tappa la temperatura, resa mite dal temporale della notte precedente, aveva consentito agli atleti di affrontare i primi 24 chilometri in scioltezza e ad andature molto veloci, nonostante il pieno carico degli zaini. Ma la seconda tappa ha subito svelato il vero volto del deserto. Il caldo subito prepotente e la prima distanza impegnativa hanno messo a duraprova i concorrenti. La nostra Rosanna ha vinto la seconda tappa, recuperando immediatamente parte del distacco che le avevano inflitto le avversarie nella prima tappa con una tattica di gara subito spregiudicata. Ora si trova al 3° posto in classifica generale a soli trenta secondi da un'atleta americana e dalla tedesca Anke Molkenthin, che conduce la classifica con 8 minuti. Buono il comportamento degli italiani anche in campo maschile, con in evidenza Bernabei e Olmo (3° di tappa e 5° in classifica generale). Domani gli atleti sono attesi ad una conferma per una prova ulteriormente impegnativa, la terza tappa da Oued Ahssia ad Ouchanne Alnif. I chilometri sono 36 ma diverse sono le difficoltà, con alternanza di pietre e dune di sabbia, con la salita del Jabel Tibert.

Martedì 31 marzo 1998
Terza tappa Oued Ahssia/Ouchanne Alnif
Km 36 (alternanza di pietre e sabbia con salita al Jabel Tibert e finale impegnativo con dunette molto sabbiose)

La regina del deserto si riconferma! Vittoria di tappa alla grande con 3:46 e primo posto in classifica generale per la nostra Rosanna Pellizzari. Decisamente valida la sua crescita anche sul piano assoluto. Il suo pettorale (n 371) lo troviamo in classifica assoluta in continua crescita: 100° dopo la prima tappa, 60° dopo la seconda, 36° dopo la terza tappa. La terza tappa è stata molto impegnativa. Il caldo si è fatto molto sentire e la gara si è fatta veramente dura, così ci ha raccontato ieri sera Rosanna al telefono alle ore 22:00 italiane (20:00 in Marocco), grazie al collegamento telefonico satellitare messo a disposizione dalla Telecom al Gs Mombocar di Verona. Bene si è comportata l'altra italiana Cinzia Ardizzoni, seconda di tappa a soli 4 minuti da Rosanna. La classifica generale femminile vede ora al primo posto Rosanna Pellizzari, con un vantaggio di nove minuti sulla Ardizzoni (seconda) e 28 sulla tedesca Molkenthin (terza). Ben piazzata anche l'italiana Lucia Soranzo (quinta). Molti i ritirati. Tra gli italiani circa una decina: anche nomi illustri come la ravennate Anna Zacchi ed il titolare di una delle squadre Telecom maschili Mauro Prosperi. Decisamente bene anche la squadra maschile, che ha difeso il primo posto di squadra; al riguardo attendiamo ancora i risultati ufficiali definitivi maschili. Gli italiani hanno dovuto subire la rigorosa severità nei controlli dei commissari di gara, che avevano determinato all'avvio della gara addirittura una penalizzazione di due ore a Marco Gozzano, fortunatamente rientrata dopo l'opportuno ricorso presentato. Domani si corre la quarta tappa, l'ultramaratona di 76 chilometri da Ouchanne Alnif a Mbirika con partenze separate in due tronconi, rispettivamente alle ore 9:30 e 10:30 (ora locale). Sarà sicuramente la tappa che deciderà quasi definitivamente l'esito della manifestazione.

Mercoledì 1 aprile 1998
Quarta tappa Ouchanne Alnif/Mbirika
Km 76 (inizia con sabbia per poi presentare al km 19 l'ascensione al Jebel Taourirt Mouchane; dal km 24 al km 29 si corre nel letto di laghi essiccati, poi la strada si inerpica di nuovo per scalare lo Jebel Zireg; quindi sabbia fino al km 45; al km 51 un altro passo da scalare, El Maharch, poi piste pietrose con un passaggio per alcuni pozzi ed un finale sabbioso nella valle tra gli jebel Rich Mbirika e Joua Baba Ali)

In collegamento telefonico satellitare, alle ore 23:45 (ora italiana), Rosanna Pellizzari ci ha comunicato in diretta il suo terzo successo di tappa. Ha infatti vinto anche la quarta tappe, la tappa della verità, l'ultramaratona di settantasei chilometri con un tempo di 9:19. L'esito non è stato così scontato come sembra. Le prime tre donne della classifica generale sono state fatte partire a mezzogiorno esatto, ben tre ore e mezzo dopo il primo gruppo di atleti, partiti invece alle otto e mezzo del mattino. La tedesca Molkenthin non è stata mai nel vivo della gara. Diversamente, ben si è difesa la parmense Cinzia Arduzzoni, che Rosanna ha potuto distanziare solamente dopo l'ultimo controllo fissato al sessantanovesimo chilometro. Il percorso è risultato molto difficoltoso, sia per l'altimetria, sia per i lunghi tratti di sabbia. È piaciuto agli atleti per le grandi distese di verde e sorprendentemente e simpaticamente per la presenza diffusa di un'erba nota anche in Italia, la rucola. Tra gli uomini, ottimo piazzamento per gli italiani Olmo e Bernabei, arrivati appaiati al terzo e quarto posto, dietro ai due fratelli marocchini Anshal. Domani la "Marathon des Sables" prevede un giorno di riposo, solo per gli atleti già arrivati. Altri, i più lenti, arriveranno dopo aver trascorso la notte all'aperto, in corsa o dormendo. La competizione riprenderà venerdì 3 aprile con la quinta tappa che prevede una maratona di quarantadue chilometri, da Mbirika a Bezma.

Giovedì 2 aprile 1998
Giorno di riposo

Nella giornata di riposo, alla vigilia della partenza della quinta e penultima tappa, quella della maratona, Stefano Scevaroli ha intervistato per noi Rosanna Pellizzari.

Hai atteso un anno per ritornare nel deserto del Sahara che ti ha fatto conoscere in tutto il mondo e che ti ha consacrato ed etichettato come "Regina del deserto". Come è passato quest'anno?

"Ti dirò che quest'anno è trascorso molto velocemente; sarà per il forte desiderio che avevo di ritornare, sarà forse per gli impegni sempre più frequenti che mi hanno tenuta occupata fino agli ultimi giorni con richieste di interviste ed inviti vari, sarà che per molti mesi avevo poche ore libere dal mio lavoro stagionale presso la Melegatti; fatto sta che quest'anno mi è letteralmente volato. A proposito di aziende, vorrei approfittare dell'occasione per ringraziare pubblicamente i miei sponsor locali, ai quali sono molto riconoscente per il sostegno che mi hanno fornito, ad iniziare da Automatic Dorando, Riso San Marco, Vitamin Store, Joker Sport e da pochi giorni anche la Melegatti".

Quali sono invece gli sponsor della squadra italiana nella quale stai correndo?

"La squadra italiana femminile, così come altre tre squadre italiane maschili, sono sponsorizzate dalla Telecom e dalla Invicta. La mia squadra comprendeva due forti atlete, esperte di ultramaratone: Anna Zacchi, terza l'anno scorso, e Lucia Soranzo al suo debutto in questa "Marathon des Sables", entrambe ravennate".

Cosa è cambiato in questa tua seconda partecipazione?

"Sicuramente ho avuto il piacere di conoscere nuovi compagni di avventura ed ovviamente nuove rivali. La vittoria dello scorso anno, da un lato mi ha caricato di responsabilità, ma credo anche che l'esperienza acquisita mi sia servita e possa servire di aiuto nei momenti più difficili".

Dicci la verità: quale risultato di aspettavi quest'anno?

"Certamente mi ero proposta di concludere la manifestazione con la soddisfazione di un buon risultato da ricordare con orgoglio, e questo sarebbe dipeso dall'andamento della gara, dall'atteggiamento tattico delle avversarie e da tanti altri fattori. Mi auguro di conservare comunque fino in fondo la mia solita umiltà e forza di superare tutte le difficoltà di questa terribile, ma affascinante corsa. Ero conscia delle insidie che mi aspettavano e che occorreva anche un pizzico di fortuna, ma ero sicura comunque del mio massimo impegno e determinazione".

Hai voluto aumentare quest'anno la tua preparazione o hai ripetuto la precedente?

"Ho programmato con il mio allenatore due diversi obiettivi: da un lato un leggero aumento rispetto alla precedente preparazione del carico totale, cioè un aumento del dieci/quindici per cento, da quattrocento/quattrocentocinquanta chilometri mensili di punta a quattrocentottanta/cinquecento, e del lunghissimo ovvero da sessantadue a settanta chilometri. Dall'altro lato abbiamo allungato la durata del periodo di avvicinamento alla preparazione specifica, quello destinato al miglioramento della soglia aerobica, disputando ben cinque maratone ad impegno crescente. L'ultima in tre ore e diciotto dopo una settimana di carico da centotrenta/centoquaranta chilometri".

Venerdì 3 aprile 1998
Quinta tappa Mbirika/Bezma
Km 42,195 (impegnativa per il percorso molto pietroso ed accidentato; sabbia con dune solo ai pozzi del km 24)

Oggi Rosanna Pellizzari ha pressoché inciso la sua firma sulla vittoria finale della tredicesima edizione della "Marathon des Sables". Si tratterebbe della prima volta che tra le donne un'atleta vince per due anni consecutivi. La quinta tappa è stata un vero trionfo per i colori italiani femminili. La prova di oggi è stata infatti vinta dalla parmense Cinzia Arduzzoni in 4:05 con quattro minuti di vantaggio su Rosanna, piazzatasi al secondo posto in 4:09. Terza di tappa Lucia Soranzo in crescendo di risultato nel finale della manifestazione. Rosanna quindi conserva stabilmente il primo posto in classifica generale, con un vantaggio di oltre ventisette minuti sulla bravissima Cinzia Arduzzoni, una ragazza che spazia dal podismo al triathlon, all'alpinismo, all'avventura. Cinzia è tesserata per il Cus Parma ed ha un personale in maratona di 3:10. Terza in classifica generale figura l'americana Smith. Nel frattempo il caldo si fa sempre più pesante. Oggi la temperatura ha toccato il 48° e molti atleti sono letteralmente scoppiati. Tra le donne la tedesca Molkenthin ha riportato una lussazione ad un braccio a causa di una caduta nella prova di ultramaratona di settantasei chilometri. Tra gli uomini la squadra italiana della Telecom/Invicta è al secondo posto di squadra dietro alla Dhl. La classifica generale maschile vede al primo posto il marocchino Mohamed Anshal davanti al fratello Lencien (vincitore nel 1997). Terzo il nostro italiano Fabrizio Bernabei e quarto Marco Olmo. Domani, sabato 4 aprile, sesta ed ultima tappa, la "passerella" finale di quattordici chilometri.

Sabato 4 aprile 1998
Sesta ed ultima tappa Bezma/Rissani
Km 14 (tappa facile con gli ultimi cinque chilometri su asfalto)

L'organizzazione definisce e considera la sesta ed ultima tappa come la "passerella" finale degli atleti. Gli ultimi cinque chilometri sono tutti su asfalto. Ed è stata effettivamente una passerella: una passerella per Rosanna Pellizzari, o meglio - come viene soprannominata da Vicenzo Cito, giornalista della "Gazzetta dello sport" - la "regina del deserto". E come non dare ragione a Cito dal momento che per la prima volta una donna vince per due anni consecutivi la mitica "Marathon des Sables"? Questa impresa è riuscita a Rosanna Pellizzari, che ha convinto spettatori e giornalisti sulle proprie capacità nelle gare di gran fondo. Il successo della sesta tappa (parliamo sempre in campo femminile) è andato meritatamente all'altra italiana, Cinzia Arduzzoni, naturalmente davanti a Rosanna. La prima partecipazione a questa gara della parmense Arduzzoni le fa meritare un dieci e lode per i suoi risultati e per la sua tenacia. È stata l'unica ad impensierire la nostra Rosanna. Rosanna ci ha dichiarato, quando l'abbiamo sentita telefonicamente, che è stata meritatissima la vittoria dell'amica Cinzia in queste ultime due tappe. Anche la classifica generale femminile parla tutta italiano. Ai primi due posti infatti due italiane: 1° Rosanna Pellizzari, 2° Cinzia Arduzzoni. Ed attendiamo ancora la diffusione della classifica generale completa per vedere il piazzamento finale di Lucia Soranzo, sempre più in evidenza nel finale della manifestazione. In campo maschile si sono ben difesi gli italiani. La squadra A della Telecom/Invicta, composta da Fabrizio Bernabei, Marco Olmo e Marco Gozzano, si è classificata seconda dietro alla squadra Dhl composta dai marocchini, dei quali i due fratelli Anshal si sono classificati ai primi due posti individuali in classifica generale finale. Ottimo il terzo posto di Bernabei ed il quarto di Olmo. A San Giovanni Lupatoto, uno dei comuni più importanti della provincia di Verona, dove vive la nostra Rosanna, fervono intanto i preparativi per accogliere e festeggiare il ritorno di Rosanna. Questo avverrà martedì 7 aprile nel tardo pomeriggio e sarà festa grande per tutto il paese con in testa il Sindaco e l'Assessore allo sport, orgogliosi di avere una concittadina di questa tempra e capacità. Ma sarà soprattutto commovente e gioiosa l'accoglienza che le riserverà il suo gruppo sportivo Mombocar Automatic Dorando Riso San Marco.

Il dopo gara

Rosanna Pellizzari: Ricordo ancora l'arrivo finale di Rissani. Ho raggiunto il traguardo tra ali di folla, che mi applaudiva. Anna Zacchi a cento metri dall'arrivo mi ha consegnato la bandiera italiana. Sono stata affiancata da Fabio Civati, detto "il grillo" e da un altro italiano Giuseppe, che mi hanno preso per mano e sollevato le braccia al cielo. Con la bandiera che sventolava alle nostre spalle, abbiamo tagliato il traguardo: qualcosa di incredibile si stava ripetendo, per la seconda volta avevo vinto. Fotografi, amici, sponsor erano tutti intorno a me per congratularsi. I miei piedi erano terribilmente provati, ma in quel momento non c'era il tempo di pensare al male, mi stavo gustando la gioia della mia seconda vittoria in un posto così ostile, ma assai affascinante. Dopo i primi festeggiamenti mi sono messa in collegamento - tramite il telefono satellitare della Telecom - con mio marito, per fargli sapere che avevo vinto, anche se lui non aveva dubbi. Poi è iniziato il lungo trasferimento di trecentocinquanta chilometri verso la cittadina di Ouarzazate, in un hotel da mille e una notte, dove ci aspettava la tanto sospirata doccia. Il giorno successivo avremmo fatto i turisti, mentre alla sera mi aspettava il "gran galà" con le premiazioni finali, dove sarei stata incoronata "reginetta del deserto".


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