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Correre nel deserto rappresenta oggi l'ultima "grande frontiera" del podista e questa vera e propria avventura affrontata a costo di sacrifici in quello straordinario ambiente naturale che è il deserto ha sostituito - nei sogni del corridore - l'altrettanto difficile prova della centochilometri o delle ultramaratone in genere, ormai sentite, per così dire, alla portata di tutti. Sempre più amatori si avvicinano infatti al deserto ed alla formula della corsa-avventura partecipando alle varie manifestazioni che vengono ogni anno allestite da organizzazioni italiane o straniere, al solo scopo di potersi confrontare soprattutto con se stessi, in un ambiente incontaminato, senza velleità di classifica.

CORRERE NEL DESERTO ORA IN VERSIONE DIGITALE
Una delle più importanti gare "su sabbia" è senza dubbio l'affascinante "Marathon des Sables" che si disputa ogni anno nel deserto del Marocco e che vede ai nastri di partenza, edizione dopo edizione, un numero sempre maggiore di concorrenti. E proprio alla "Marathon des Sables" che può vantare la meritata fama di "corsa più dura del mondo", è dedicato questo volume, ora anche in versione digitale, opera del canadese Barry Lewis - l'autore di "Running the TransAmerica Footrace" (il libro che tratta della corsa a piedi più lunga del mondo, quella da costa a costa degli Stati Uniti) - che è in pratica un diario della sua esperienza incredibile nel deserto del Sahara come partecipante alla maratona delle sabbie, un racconto insomma pieno di curiosità e consigli che - affiancato ad un capitolo di interviste ai partecipanti italiani - non mancherà di affascinare chi sogna di correre nel deserto.
 | | Calcolatore del fattore di protezione solare - L'efficacia dei filtri solari nei confronti dei raggi UVB, viene valutata mediante il fattore di protezione SPF (Sun Protection Factor): ecco una comoda tabella per calcolare a colpo d'occhio il fattore di protezione solare minimo necessario per chi corre sotto il sole. |
 | | Alla "Ultra Mirage El Djerid 100km" con Gaetano Campana - Vedere le luci dell'arrivo in lontananza mi hanno ripagato di tanta fatica: è stata una corsa nella corsa per tagliare quel traguardo che sognavo da diversi mesi. Ho urlato di gioia e dopo aver abbracciato gli organizzatori, mi sono seduto a mangiare al ristoro finale. È stata una gara diversa da tutte quelle fatte in precedenza, sicuramente mi resterà nel cuore. |
 | | Alla "Ultra Mirage El Djerid 100km" con Maddalena Lanzilotti - Ho visto l'alba, sorgere il sole caldo, il tramonto, la sabbia di continuo, ho corso con i dromedari ai lati. Ho sperato di incontrare qualcuno per correre in compagnia, ma correre da sola al buio per un terzo della gara ha fatto sì che tirassi fuori ancora più forza per arrivare al traguardo finale. |
 | | Alla "Ultra Mirage El Djerid 100km" con Santo Pagano - Ho bagnato spesso la testa e la bandana ed ho trovato dei ragazzi che mi hanno offerto datteri appena raccolti, buonissimi. Poi gli amici al ristoro, poi il tramonto accecante con il rischio di perdere le tracce. Il sorgere della luna, le stelle sulla testa, la paura di perderti con il buio quando rimani solo, perché non ti accontenti di aver raggiunto qualcuno e vuoi andare oltre. |
 | | Alla "100km del Sahara" con Adriano Zito - Non è facile spiegare le sottili ragioni di una scelta ricca di motivazioni personali, molte delle quali sicuramente ambientali: la luce abbagliante, il sole ed il vento avvolgenti, la giornata scandita nel suo scorrere naturale senza artificiali imposizioni di orari, il paesaggio che sembra uniforme ed invece scivola via nel variare dell'ora e del colore. |
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